Locazione: come gestire fiscalmente la riduzione del canone

In caso di contratto locazione accade di frequente che l’inquilino chieda al proprietario di ridurre il canone di locazione. In tali casi, quando le parti trovano un accordo, si pone poi il problema di gestire fiscalmente la faccenda.

Cosa accade in caso di mancata registrazione della riduzione del canone? 

Può succedere che pur avendo il proprietario ridotto il canone di locazione, l’Agenzia delle Entrate valuti comunque ai fini delle imposte il canone originario. A quel punto il proprietario oltre ad aver ridotto il canone percepito si ritrova rimetterci anche le imposte!

Riduzione del canone e risvolti fiscali

Vediamo cosa accade se riduci il canone ma non registri questa modifica. E’ un argomento molto dibattuto perché tantissimi sono i casi in cui l’Agenzia delle Entrate ha avviato accertamenti su riduzioni del canone che non erano state registrate.

Può accadere che io e te ci mettiamo d’accordo sulla riduzione del canone da 2000 euro a 1.500 euro, però non registriamo questa variazione. L’Agenzia delle Entrate, non ritrovando un documento che giustifichi la riduzione della tua dichiarazione l’anno successivo, assume che tu hai parzialmente dichiarato i tuoi redditi escludendo quei 500 euro in più al mese.

In realtà la legge, come ha chiarito anche la circolare dell’Agenzia delle Entrate, non impone alle parti di dover registrare obbligatoriamente la riduzione del canone. Sicuramente registrandolo noi abbiamo una data certa che confluisce direttamente nei sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate, la qual cosa senza dubbio ci tutela. Tuttavia, nell’ipotesi in cui dimentichiamo di registrare la riduzione del canone o registriamo tardivamente, abbiamo la possibilità di dimostrare l’esistenza di tale riduzione in altre maniere. Più Commissioni Tributarie hanno ritenuto valida, ai fini della dimostrazione della riduzione del canone, la contabilità tenuta dal conduttore.

Ad esempio, il ristorante che aveva in locazione l’immobile dimostra attraverso il suoi libri contabili che fino a una tale data ha pagato 2.000 euro di canone e da quel giorno in poi ha continuato a pagare solo 1.500 euro.

Sicuramente anche uno scambio di lettere commerciali, ad esempio a mezzo raccomandata o a mezzo PEC, può essere un’ottima soluzione per dimostrare lo stato di fatto relativo alla riduzione del canone.

Ovviamente tutte queste situazioni restano comunque secondarie rispetto alla rappresentazione della riduzione del canone tramite una registrazione ad hoc, che resta la soluzione più logica e auspicabile.

Michele Zonno

Michele Zonno

Avvocato esperto in diritto immobiliare

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